paternita

 

Il nostro periodo storico e sociale è caratterizzato da un’enorme attenzione medica, mediatica, legale e umana legata alla Donna, alla Femminilità e quanto ad essa si attiene. Femminicidio, Sportelli Donna, Aiuto alla ricerca di lavoro, consultori. Un’attenzione proporzionale a ciò che ha portato la Donna a confondere femminismo, libertà, parità con il far suo tutto il peggio che del maschilismo combatteva.

Si ha la sensazione che, come è tipico dell’essere umano, non si riesca mai a percorrere la “giusta via di mezzo”, quella che fa sì che gli estremi servano come paletti e non come mete da raggiungere a tutti i costi.

Io sono del parere che Uomo e Donna siano entrambi portatori di grandi bellezze quanto di bassezze nefande, che entrambi possano essere persone illuminate, o narcisitiche personalità manipolatrici.

Credo anche d’altronde che le persone non s’incontrino mai per caso e che una Donna che finisca con l’innamorarsi di un Uomo violento sia anch’essa portatrice di caratteristiche meritevoli di aiuto, ma non solo come vittima, anche come individuo che debba lavorare su di sè su quei vuoti che l’hanno reso incapace di chiedere aiuto.

Ciascuno di noi, chiunque, è figlio di genitori che a loro volta sono stati figli e così via, e ciascuno di noi ha avuto l’imprinting di dinamiche e modalità spesso patologiche o comunque non equilibrate che finisce col ricercare in chi andrà incontrando nel corso della propria esistenza.

Il mio modesto parere è che quel che sarebbe necessario per attuare una vera parità di genere sia, sarebbe, dovrebbe essere l’attuazione di “un’educazione emotiva” che cominci dall’asilo e il cui scopo sia quello d’insegnare ai bambini, futuri Uomini e Donne, a guardarsi dentro, a scoprire ed illuminare le proprie ombre, a riconoscere le dinamiche patologiche e disfunzionali in sè e negli altri. Che insegni l’Amore per sè stessi, l’in-dipendenza, l’ascolto, il rispetto, la sessualità…

 

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