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Alcuni giorni fa a Bolzano si è svolto un evento intitolato il “Dott. Google e la Salute”, organizzato dalla Federazione per il Sociale e la Sanità di Bolzano e dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, a cui mi è stato chiesto di intervenire per raccontare l’esperienza del paziente e il suo punto di vista relativi all’utilizzo della rete.
Questa intervista è un esempio chiarissimo di come la rete possa mettere in contatto pazienti e professionisti, e far sì che ne nascano scambi, progetti, condivisioni e reciproca scoperta e conoscenza.
Ho infatti conosciuto il Dr. Gerardo Favaretto, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ULSS 2 – Marca Trevigiana, dopo aver ascoltato, proprio grazie alla rete, il suo bellissimo intervento “Essere psichiatri oggi”, tenuto al 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria – SIP, nel 2015 a Taormina. Ne rimasi stregato, tanto che le sue parole riaccesero in me la fiducia verso gli psichiatri e la psichiatria, che nonostante il grande e dolorosissimo tradimento era rimasta, seppur sopita, in fondo al mio cuore.

I social invece mi hanno permesso di stringere con il Dr. Favaretto un contatto diretto che oggi mi permette di offrirvi quest’intervista in cui ho riversato molte e complesse domande che nascono proprio dal tradimento di cui dicevo sopra e da un annoso e per nulla limpido atteggiamento di tanti psichiatri incontrati virtualmente e non in questi anni a cui ponevo domande per me di grande importanza e che mai si esponevano nel dare risposte chiare e davvero chiarificatrici. Il dr. Favaretto con le sue risposte ha invece confermato la sensazione che l’ascolto del suo intervento aveva scaturito in me.
Mi auguro che questo “dialogo” possa fornire anche a voi i chiarimenti che forse fino a oggi non siete riusciti ad avere e magari anche stimolare qualche ulteriore domanda.

 

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